Le storie della Volpina

Le storie della volpina

di Maurizia Vaglio

con Elena Mammone e Raffaele Antoniotti
Scenografia Patrizia Da Rold
Animaletti e accessori Elena Mammone e Manuela Tamietti
Musiche Raffaele Antoniotti
Regia Manuela Tamietti

La volpina domestica Serafina va a trovare ogni sera, per cena, una bambina di nome Alice. La Volpina è ghiotta di minestra, così propone ad Alice uno scambio: una storia del bosco per ogni piattino.

Lo Scoiattolo egoista, l’Orsetto goloso e lo Gnomo distratto. Sono i protagonisti delle avventure del bosco narrate dalla volpina. Tutte le storie sono ambientate a Bosco Birillo, i cui piccoli abitanti hanno sì peli o piume, ma anche pregi e difetti come gli esseri umani.
L’Orsetto goloso rimane imprigionato in una grotta di miele, ma gli amici del bosco lo libereranno. Lo Gnomo distratto ha perduto il suo magico Flauto dei Colori, come potrà suonare l’inno alla luna nell’importante giorno della grande Festa d’Estate? Lo Scoiattolo egoista rifiuta di aiutare un amico in difficoltà, ma nel momento del bisogno comprenderà di essere stato ingiusto.

I vari passaggi delle favole sono sottolineati ora da una musica molto dolce, ora da una più allegra. Flauto, salterio e organetto diatonico, gli strumenti che la producono. Il flauto e l’organetto sono strumenti conosciuti, mentre il salterio ad accordi, o cetra, è uno strumento a corde pizzicate dal suono armonioso nato dall’evoluzione dei salteri medievali, usato inizialmente nell’ambito della musica popolare e poi nei monasteri, per l’accompagnamento dei canti nelle liturgie. Questo particolare strumento non manca mai di incantare i bambini.
Questo spettacolo vede l’impiego di piccole marionette, una montagna facilmente trasportabile, morbidi animaletti del bosco e abiti che diventano scenografia.

Recensione

Il Biellese del 23 dicembre 2005:

…le storie si intrecciano in un insieme divertente e vivace…Val la pena di soffermarsi però sulla verve dei due protagonisti che vivono e fanno vivere intensamente, agli attentissimi bambini che vengono da subito rapiti dalle varie situazioni, le storie di orsetti, gufi, scoiattoli e ranocchi che vengono narrate. Elena Mammone è un’attrice di straordinario eclettismo rappresentativo. Lei è praticamente tutto Bosco Birillo, con movimenti degli animaletti di peluche che si alternano, con tante diverse voci, sussurri, brontolii, uno per ciascuna delle bestiole di cui vuole proporre il tratto caratteristico. Genera situazioni, crea l’attesa, risolve questioni che paiono intricarsi nell’evolversi della narrazione, talvolta solo con una smorfia. Ad accompagnarla e coadiuvarla sono le musiche a commento di quanto sta avvenendo in scena, musiche affidate ad un attento Raffaele Antoniotti, musicista ma anche rumorista, che sa cogliere con i suoni la scansione dei momenti-chiave della narrazione. Lo stesso Antoniotti poi, a fianco di Elena Mammone, diviene protagonista dell’ultima delle tre fiabe di Maurizia Vaglio che vanno a completare il puzzle del divertente spettacolo, quello che lo vede nei panni di uno gnomo simpaticamente brontolone, musicista distratto che, alla fine, ritrova il suo piffero e, nuovamente aggrappandosi alla musica, approda al gra finale della recita. Essenziali ma efficaci le scenografie, attenta la regia. Meritati gli applausi.

Genere : teatro di figura

Note : Spettacolo modulare della durata complessiva di 45 minuti. Ciascuna storia dura circa 15 minuti.
Per i più piccoli. Dai 2 agli 8 anni.
Rappresentabile in piccoli spazi: al chiuso o all’aperto.

Il testo non è tutelato Siae.

Anno debutto : 2005

Data e luogo rappresentazione : Palazzo della Provincia di Biella in occasione dell’evento Mille Storie di Natale.
Varie date dal 2007 al 2009 tra biellese, Verbano, Lombardia, Torino e Provincia.