UN UOMO SOLO AL COMANDO

Non so se le biciclette hanno un’anima, ma se l’avessero, ed avessero anche la voce, potrebbero raccontare molte storie. Storie di fatiche, di sudore. Storie di gioia e di vittorie. Ci racconterebbero che la prima bicicletta comparsa a Cavagli? , all’inizio del Novecento, fosse di propriet? del signor Aventino Stillio. Era una di quelle che vediamo spesso nelle raffigurazioni ottocentesche, costruita in gran parte in legno, a gomme piene e con la ruota anteriore molto grande, dove venivano posizionati i pedali. Anche il signor Alessio Boggio ne acquistò subito dopo una, e fu l’ultima del genere vista a Cavagli? . Ma si racconta però che anche il conte Carlo Olivieri di Vernier ne possedesse una di gran marca, gi? dal 1889. Pochi anni dopo, verso il 1910, comparvero le prime biciclette a due ruote uguali, cerchiate in ferro e con gomme a camera d’aria. Una vera rivoluzione! Venne fatta una grande propaganda e la bicicletta diventò il più popolare mezzo di comunicazione di quel tempo. Si incominciarono quindi ad organizzare le prime corse e ad emergere in questo nuovo sport fu un nostro concittadino Giuseppe Santi? . Diventato corridore professionista, vinse tra l’altro alcune tappe del Giro d’Italia e del Tour de France. Il successo di Santi? fu tale che un fabbricante di biciclette si accordò con il corridore e venne prodotta a Cavagli? la “bicicletta Santi? “. L’officina di produzione, con deposito e vendita, era in via Mainelli, all’angolo della piazza parrocchiale ed era gestita dal signor Luigi Flecchia. Ora in quel luogo si vendono gioielli, ma a quanto pare anche le biciclette Santi? prodotte e vendute dal Flecchia erano considerate “preziose” e vedute anche fuori provincia. Giuseppe Santi? , detto Pinotin, dopo una brillante carriera in Italia, emigrò in America e di lui si sono perse le tracce. Altre tracce lasciate a Cavagli? , per la verit? alquanto labili, ci riportano ad un altro campione del ciclismo, anzi al “campionissimo” per eccellenza: Fausto Coppi. Ebbene, molti ricordano le sue veloci puntate in paese, non certo in bicicletta, ma probabilmente con il fucile, per partecipare a battute di caccia con il titolare dell’albergo ristorante Aquila Nera, il signor Marco Machieraldo. E qualcun’altro ricorder? anche, pochi anni fa, che la figura di Coppi (o meglio la sua controfigura) era riapparsa da queste parti, non a Cavagli? ma a Viverone, dove si è girato una parte dello sceneggiato Rai dedicato al campionissimo. Il lungo lago era diventato il set che riproduceva la vittoria di Coppi al Campionato del Mondo del 1953, svoltosi sul lago di Lugano. E così, anche da queste parti le “due ruote” continuano a girare, a girare…

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